Le vie dell'eresia - PARTIGIANI! PDF Stampa E-mail
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l progetto musicale "Le vie dell'Eresia" raccoglie una serie di testimonianze ai confini fra poesia e musica, memorie vive e preziose per queste terre di frontiera dove produrre cultura ha sempre significato perseguire un'apertura intelligente ed appassionata, insofferente delle frontiere nazionali, linguistiche, culturali e sociali

Dal Comandante Lauro a Cergolj, dalla "zingara" Enrichetta Stefanin fino alle testimonianze dei sopravvissuti dei campi di sterminio e di concentramento, il percorso è segnato dai passi delle grandi "anime eretiche" di queste terre, fonte inesauribile di riflessione che tocca tutti gli aspetti dell'esistenza.

Ed è proprio oggi che queste tracce assumo ancora maggior valore. Oggi che larghi strati di sconcertante indifferenza si manifestano quotidianamente rispetto alle passate ed alle nuove sofferenze.

"Le vie dell'Eresia" diventa così riscoperta dello spirito autentico della Resistenza. Un percorso di giustizia sociale che, partendo dalle memorie di chi ha combattuto la guerra di Liberazione nelle formazioni partigiane o che comunque ha scelto di "resistere", ripropone l'attualità di un messaggio che è innanzitutto insofferenza per l'oppressione e amore per la libertà.

"…il male che grava sugli uomini, quel peso che grava su tutti noi, quel furore che è in noi,che si sfoga in spari, in nemici uccisi, è lo stesso che fa sparare fascisti e tedeschi, che li porta ad uccidere con la speranza di purificazione, di riscatto.
Ma allora c'è la Storia. Noi nella storia siamo dalla parte del riscatto, loro dall'altra. Da noi niente va perduto. Tutto servirà, se non a liberare noi, a liberare i nostri figli, a costruire una società senza più risentimenti, e qui, su questo pezzo di terra dove da sempre viviamo, a camminare a braccio, uniti, sloveni ed italiani.
L'altra invece è la parte dei gesti perduti, degli inutili furori, perduti ed inutili anche se vincessero, perché non hanno storia, non servono a liberare, ma a ripetere e perpetuare quell'odio, finché dopo altri vent'anni si tornerebbe così, noi e loro, a combattere con lo stesso odio anonimo negli occhi e pur sempre, forse senza saperlo, noi per redimercene, loro per restarne schiavi.
Questo è il significato della lotta, il significato vero e totale, al di là dei significati ufficiali. Una spinta di riscatto umano, elementare, anonimo, da tutte le nostre umiliazioni: per l'operaio dal suo sfruttamento, per gli sloveni dalle vessazioni, per il contadino dal suo abbandono, per il diseredato dalla sua miseria.
Credo che il lavoro politico dei nostri Commissari sia questo: utilizzare la nostra miseria umana, utilizzarla contro se stessa, per la nostra redenzione, così come i nazifascisti utilizzano la miseria per perpetuare la miseria, e l'uomo contro l'uomo".
(Comandante Lauro - partigiano della Brigata Garibaldi)

 
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