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l gruppo nasce nel 1994 a Gorizia, città di confine dove si mescolano da secoli lingue e culture diverse.L’esordio discografico avviene nel 1997 con “Tilulela”,seguono nel 2001 “Lasciapassare” e nel 2004 “Partigiani!”, tutti editi dall’etichetta Finisterre. Il gruppo, partendo dal Friuli percorre tutta l’Italia, esibendosi anche e ripetutamente all’estero e raccogliendo ovunque plausi e consensi. I tre cd, pur nella loro diversità, seguono un unico percorso culturale: quello di "far migrare", di portare fuori dal Friuli, le atmosfere di contaminazione linguistica e musicale tipiche delle nostre zone di confine. Il cd d’esordio “Tilulela” si contraddistingue per la freschezza delle sue composizioni: brani come “Laila Tof” (buona notte in ebraico) e “Majnica” (storia di amore e di vino in una osteria nei pressi di Gorizia) sono diventati dei classici del folk friulano; altri brani (“Marc Zingar” ed “Ajne”) raccontano storie di zingari e di fate; i testi sono in sloveno, istro veneto, friulano, tedesco e yiddish, tutte lingue storicamente parlate nel goriziano. Nel secondo cd “Lasciapassare” gli Zuf de Zur continuano a raccontare, con il loro personale quanto originale linguaggio musicale, storie ora allegre e scanzonate, ora tristi e meditative, per intrecciare con la loro musica i popoli delle loro terre, valorizzando, anziché respingendo, le diversità linguistiche e culturali. Il terzo cd “Partigiani!” offre al gruppo l’opportunità di rendere omaggio ai morti della Resistenza antifascista. Comprende dei brani partigiani, rivisitati dal gruppo, e composizioni proprie, in memoria dei morti di quel periodo. Al disco hanno partecipato Moni Ovadia, voce di “Zog nit keyn mol” inno della resistenza del ghetto di Vilna, Giovanna Marini, che canta “Madonuta” di Pierpaolo Pasolini, Vlado Kreslin, che interpreta “La Brigata Garibaldi”, brano che unisce tre canzoni della Resistenza: “Le chant des Partisans”, “La Brigata Garibaldi” e “Bella Ciao”, ed infine Ivan della Mea, grande amico della band e compositore di “Se il cielo fosse bianco di carta”, pezzo dedicato ad un bambino recluso in un campo di concentramento, e di “Il song degli innocenti”, poesia contenuta nell’esaustivo libretto che accompagna il cd. Questi 15 anni di attività hanno visto diventare gli “Zuf de Zur” uno dei gruppi più amati nell’area folk‐etno italiana. La strumentazione usata è rigorosamente acustica: alla voce solista Gabriella Gabrielli, all’organetto Maurizio Veraldi, alla chitarra e voce Mauro Punteri, il compositore di quasi tutte le musiche del gruppo, al clarinetto Roberto Nonini, alle percussioni e batteria Emanuele Diego Primosi, al violoncello Federico Magris ed al violino Francesca Altran.
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